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sabato 6 agosto 2011

Piuttosto che divorziare, ti ammazzo

Il copione è questo: lei manifesta l'intenzione di separarsi, lui fa due calcoli rapidi e le spara un colpo alla nuca nel sonno, poi va a consegnarsi ai carabinieri portandosi dietro l'agguerrito avvocato e sostiene di non essere stato lucido quando ha sparato il colpo ma, anzi, di averlo fatto mentre era stranamente ed improvvisamente incapace di intendere e volere.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/08/06/news/uccide_la_moglie-20095798/?ref=HREC2-2

"VAUDA CANAVESE

Uccide la moglie e si consegna

"Ho sognato che le sparavo"

Salvatore Scaldone, 51 anni, ha confessato al pm l'omicidio compiuto la scorsa notte nella loro abitazione. "Quando mi sono svegliato l'ho vista morta". Era stato lo stesso uomo a chiamare i carabinieri

"Ho sognato che mi stava tradendo e ho sparato. Poi mi sono svegliato e l'ho vista morta". Così Salvatore Scaldone, 51 anni, ha confessato l'omicidio della moglie, Mariella Gili Vinardi, di 46 anni, compiuto la scorsa notte nella loro abitazione a Vauda Canavese (Torino).

La confessione è stata fatta al pm, Marco Sanini, che ha ascoltato Scaldone subito dopo l'arresto da parte dei carabinieri, chiamati dallo stesso Scaldone. Nell'interrogatorio, l'uomo era assistito dal suo legale, l'avvocato Mauro Bianchetti. Nonostante la sua versione dei fatti, a Scaldone il pm contesta il reato di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Scaldone è rientrato in casa e ha trovato la moglie addormentata nel letto e le ha sparato un unico colpo di pistola alla testa, chiamando subito dopo i militari. Quando i due figli della coppia, entrambi adulti, sono rincasati (pochi minuti prima dell'arrivo dei Carabinieri), lo hanno trovato in stato di agitazione e hanno avvisato i nonni materni che abitano al piano superiore della villetta bifamiliare di Vauda Canavese, dove è avvenuto il delitto.

Dalle prime indagini è emerso che la coppia era in crisi da tempo e che la moglie Mariella aveva manifestato l'intenzione di separarsi."

 

Ora confrontiamo i fatti con quanto leggiamo sui forum maschilisti:

 

 

e confrontiamolo anche con alcuni articoli che riportano le dichiarazioni di Salvatore Parolisi e alludono al fatto che certi mariti ammazzerebbero le mogli perché ci sono leggi giudicate "ingiuste" dagli stessi assassini, dai suddetti maschilisti e da chi scrive post come questo:

http://mobbing-genitoriale.blogspot.com/2011/07/il-caporale-parolisi-ed-il-suo-imbuto.html

dove prima si preannuncia che non si intende deresponsabilizzare il presunto assassino e poi si cerca di dargli dei validi motivi per l’assassinio di sua moglie da ricercare in presunte ingiustizie nelle leggi sul divorzio e presunti atteggiamenti umilianti della suddetta nei suoi confronti.

Poi ripensiamo agli episodi in cui lavoratori extracomunitari chiedevano gli stipendi arretrati ai loro datori di lavoro e sono stati uccisi da questi. Ripensiamo a quanto queste notizie ci hanno indignati. Ripensiamo a com'era la condizione della donna quando non esisteva il divorzio ma solo la possibilità per l'uomo di ripudiare la moglie ed esisteva il delitto d'onore (parliamo solo di prima del 1981 in Italia).Pensiamo a cosa significhi per una donna il matrimonio, a quanto lavoro comporti fare da cameriera, amante, autista, cuoca, incubatrice, nutrice, educatrice, badante per anziani, infermiera, eccetera eccetera. Come dobbiamo vedere gli individui che pensano che sia più facile ammazzare la coniuge, farsi passare per pazzi piuttosto che, eventualmente ( e neppure sempre perché gli alimenti si danno solo in caso uno dei due contraenti dimostri di non poter badare al proprio sostentamento), pagare gli alimenti?
Ricordiamo che le leggi sul divorzio sono nate proprio per tutelare il consorte ( e non solo la donna ma chiunque dei due sia privo di garanzie economiche) nei propri diritti onde evitare il ripetersi della barbarie medievale del ripudio della moglie che non serve più.

Come mai un matrimonio si deve risolvere in un "o tu o io" per alcuni soggetti piuttosto che in una divisione equa e paritaria di beni e conseguenze, anche e soprattutto se si è stati così stupidi da firmare per la comunione dei beni ma si pretende poi che la donna vada via di casa senza avere nulla, magari a vivere sotto un ponte?

A voi le riflessioni sul fenomeno e su chi alimenta questo fenomeno spargendo disinformazione sul divorzio e sul femminismo, accusandoli di essere la rovina degli uomini.

Quando un uomo poco lucido e poco civile viene tempestato di disinformazione che gli ripete quanto siano ingiuste le leggi che lo costringono a mantenere moglie e figli dopo la separazione e la moglie gli chiede il divorzio, secondo voi cosa fa?

Accusa la società italiana di non favorire l’occupazione e l’indipendenza economica di donne e giovani?
Sbagliato. Questo è il ragionamento che farebbe un uomo consapevole e maturo.

A voi le riflessioni, ricordandovi che ad oggi le donne assassinate in Italia dai propri mariti, ex mariti, compagni, ex compagni, fidanzati, ex fidanzati, spasimanti, eccetera, sono state 89 dall’inizio dell’anno. 142 nel 2009.

1 commento:

  1. Non è mia intenzione offendere nessuno ma sinceramente io mi chiedo una cosa: come mai le donne italiane continuano a intrecciare rapporti con maschi italiani? La mia non è cattiveria, ma basta guardarsi un pò intorno per rendersi conto che il gioco non vale la candela. Ci sono molte più probabilità che un rapporto con un maschio italiano ti rovini completamente l'esistenza, se non spezzartela, che invece te la riempia di gioia, profumo di fiori, e farfalle blu che ti svolazzano attorno. D'accordo, mi direte che non tutti gli uomini italiani sono come quelli che finiscono sui giornali perchè hanno ucciso, picchiato, violentato ecc., una donna, e che esistono uomini italiani che si stanno mettendo in discussione, che rispettano le donne, che cercano di scoprire la radice della violenza maschile per sradicarla. Ne sono convintissima, ma sono anche convinta che questi uomini, ahi noi, siano già tutti felicemente impegnati. Quelli che restano sono il problema! Quindi, a costo di risultare irritante, faccio questo appello alle sorelle del mio Paese: Prima di decidere di relazionarvi con l'altro sesso, frequentate un corso di autocoscienza per liberarvi da tutta la cacca maschilista con cui siete state allevate; studiate la storia del femminismo e delle donne, cioè la vostra storia; fate un corso di autodifesa, che mi sembra più utilie di uno corso di samba; e poi, dopo essere riuscite a ricostruire la vostra identità femminile,che sarebbe caratterizzata, per inciso, da forza, coraggio, intelligenza, ed anche dalla capacità di cambiare una ruota all'auto, guardate placide e sorridenti il panorama maschile italiano che vi circonda,
    e .... sposatevi uno svedese.
    Da una sorella che non ha mai creduto nelle favole (Per fortuna).
    Marika.

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