Su questo argomento abbiamo rinvenuto un leggero divario di vedute tra gli estremisti fanatici del movimento pro-padre e anti-donna e i padri separati più moderati e disposti ad ammettere realtà alternative.
Insomma, ma è proprio vero che le ex mogli fanno il bagno nei soldoni degli ex mariti che finiscono sotto i ponti? Ovviamente no ma è assolutamente vitale che gli italiani si convincano che sia così. è vitale che sia così perché, piuttosto che attaccare il caro-affitti, la svalutazione del potere di acquisto degli stipendi, la disoccupazione, la difficoltà che le donne riscontrano nel trovare e mantenere un lavoro se madri, alcuni ex mariti preferiscono cercare i mezzi per evitare di pagare alimenti o costosi mantenimenti per i figli e per evitare di lasciare la casa (che non è affatto detto sia pagata dal loro) all’ex coniuge.
è ovvio che in due si risparmino le spese. è ovvio che tornare ad abitare da soli significhi vedersi raddoppiate le uscite e dimezzate le entrate. è ovvio che allevare figli di questi tempi sia diventato un lusso per tutti.
Chi ha colpa di tutto questo? Le donne, le donne e solo le donne.
E invece…
Pro-memoria. Femminicidi
lunedì 18 ottobre 2010
Le bufale anti-donna. 3 – La lobby dei papà che mangia alla Caritas. E le mamme separate dove mangiano?
Le bufale anti-donna.2 – La scomparsa dell’antico “farabutto” in favore delle madri degeneri. Figli abbandonati.
Il movimento mediatico dei padri (di cui abbiamo trattato a scopo illustrativo nell’introdurre la nostra campagna di debunking o confutazione delle bufale anti-donna nel primo paragrafo che trovate qui ) tiene molto a dimostrare che la figura materna sia stata sopravvalutata a svantaggio di quella paterna. Ci tiene al punto da favorire la diffusione su larga scala di testimonianze negative sui comportamenti femminili e la scomparsa delle testimonianze negative sulla figura genitoriale maschile. Queste testimonianze su madri degeneri potrebbero essere esagerate o strumentali ma, di certo, molto di rado sono smentite dalle dirette interessate. Le mamme sembrano trovare ben poco spazio in rete, ultimamente. La rete stessa è invasa da siti che parlano di paternità. Lo scopo è quello di ammaestrare l’opinione pubblica e creare un “luogo comune” e difatti, nonostante l’esperienza ci ponga di continuo davanti a tutt’altra realtà, non si contano più gli uomini e le donne stesse che si battono in difesa dei diritti dei padri, convinti che le “stronze” siano molto più diffuse di quanto non siano davvero.
Non c’è altrettanta difesa delle madri che hanno fatto di tutto per favorire un buon rapporto tra ex mariti e figli ma che sono state, invece, abbandonate alla loro sorte, prive di supporto economico e di collaborazione educativa.
Che fine hanno fatto queste madri? Crollate nelle ultime pagine dell’indicizzazione di Google? Censurate da televisioni, quotidiani e riviste? Verosimilmente sono state abbandonate alla loro solitudine e non hanno il tempo né i mezzi per sfogare la propria rabbia su internet.
Perché quella pagina si chiama No Alla Violenza Sulle Donne?
Ovviamente, non parliamo della prima pagina nata in ordine di tempo, creata da un uomo non maschilista che ha fondato un’associazione no profit di volontariato (che non prende soldi dalle tasse ma si autofinanzia con iniziative e donazioni private) e che con questa pagina ha voluto aderire alla campagna di Amnesty International contro la violenza sulle donne anche allo scopo di creare sportelli assistenziali antiviolenza. Non parliamo neppure della nostra, ovviamente, perché anche noi, come la prima pagina, ci occupiamo sul serio di violenza sulle donne.
Parliamo di quella famigerata. Quella nata dopo la prima ma con molti più iscritti, ottenuti con metodi di “marketing” sleale, cioè decine e decine di profili falsi, soprattutto di donne dalle foto irreali, patinate, volti di modelle, spesso famose, spesso in bikini, in pose sexy, occhieggianti ed inclini al flirt, che chiedono l’amicizia a migliaia di contatti e poi chiedono agli iscritti di aderire ai gruppi ed alle pagine da loro suggerite.
Parliamo di quella che di violenza sulle donne si occupa ben poco e che, al contrario, si occupa moltissimo di atti di violenza commessi da donne, si occupa di ex mariti, che sono sempre buonissimi, dolcissimi, innocentissimi, colpiti da false denunce fatte dalle loro ex signore, spremuti economicamente come limoni da donnacce avide e frivole e magistrati complici ed ai quali verrebbe impedito di vedere i figli per pura vendetta sempre da queste donnacce crudeli che non si sa mai perché li torturino così.
Parliamo di quella che contesta e capovolge i dati sulla violenza negando la violenza di genere, attribuendo le colpe dei suicidi maschili alle donne.
Questa è la notizia della morte di un pover’uomo, stroncato da cause naturali, di cui comprendiamo la sofferenza e la triste sorte ma la sua vicenda è strumentalmente riproposta di continuo da Aprile 2009 ed usata allo scopo di attaccare le donne.
Parliamo di quella in cui non c’è mai una parola buona per le donne uccise (anzi, riporta molto di rado notizie di donne uccise e solo perché, come ho già scritto in precedenza, sanno di essere osservati e di dover “filare dritto” per un po’ e le notizie vengono “riequilibrate” da commenti che insinuano che la colpa del femminicidio sia sempre della donna che ha provocato l’uomo).
Le bufale anti-donna.1- Solo le madri alienano i figli ai bravi papà? Seconda testimonianza.
Tutto questo lamentarsi a proposito di madri che negherebbero ai padri gli incontri con i figli è reale? Non neghiamo l’esistenza anche di donne cariche di rancore per avere subito un tradimento e pronte a riversare, ingiustamente, tutta questa rabbia sui figli allo scopo di inimicare loro il padre ma non dimentichiamo neppure che il tradimento della partner è il tradimento dell’intera famiglia, dei voti matrimoniali e degli stessi figli ed è il motivo principale della genesi del rancore filiale, almeno fin quando i figli non hanno l’età per elaborare la situazione in modo più adulto. Insomma, cari papà presunti alienati, ricordate che avete delle responsabilità anche voi, che troppo spesso la maggioranza degli uomini elude, aspettandosi l’eterna impunità.
Le numerose testimonianze, anche dirette, che abbiamo raccolto anche dalle dichiarazioni di operatrici di Telefono Rosa raccontano una realtà di ex mariti e padri che spariscono e divengono improvvisamente nullatenenti per non versare alcuna somma all’ ex famiglia, padri che si allontanano per creare nuove famiglie con compagne più giovani e che si disinteressano al nucleo formato in precedenza, lasciando dietro le proprie di sé madri single con tutto il peso sulle spalle ed il solo aiuto delle famiglie di origine (quando ci sono).
Una costante di cui si parlava negli anni scorsi, quando ancora era facile imbattersi in lamentele femminili, è l’abitudine a “comprare i figli” approfittando della maggiore disponibilità di risorse economiche che spesso hanno gli ex mariti.
Togliere un figlio ad un padre è tremendo, lo sappiamo, ma non tutti i padri sono ugualmente sensibili e presenti, purtroppo. Ce ne sono di quelli che hanno scarso interesse nella prole anche quando sono ancora coniugati e potrebbero godersela, ma togliere un figlio alla madre, nella stragrandissima maggioranza dei casi significa ucciderla e questo i male intenzionati lo sanno bene.
Mara, una donna sola, un dramma, una richiesta di aiuto | Il vaso di Pandora
Le bufale anti-donna. 1- Solo le madri alienano i figli ai bravi papà? Prima testimonianza
Questo movimento ha invaso internet e Facebook con una propaganda virale ed energica caratterizzata da alcune costanti positive e negative.
Come costanti positive rileviamo:
- la rivendicazione dei diritti paterni, di una maggiore considerazione per la figura del padre;
- la denuncia per lo stato di disagio economico e psicologico in cui molti padri cadono in seguito a separazioni particolarmente combattute ed onerose;
- la richiesta di forme di tutela quantomeno paritarie che garantiscano il rapporto continuativo con la prole (cosa comprensibilissima ed accettabile qualcosa ci siano le condizioni giuste perché ciò avvenga).
domenica 17 ottobre 2010
UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI: La Sindrome di Alienazione Genitoriale| Dott. Mazzeo Andrea
Ripubblichiamo anche noi gli articoli di valore scientifico ad opera dello psichiatra dottor Andrea Mazzeo, il nostro database sulla PAS necessita di essere completato.
UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI: La Sindrome di Alienazione Genitoriale
pubblicata da Andrea Mazzeo il giorno sabato 11 settembre 2010 alle ore 21.28
Com'è ben noto, il concetto di sindrome di alienazione genitoriale, o parentale, all'americana (PAS) è stato introdotto da Richard Gardner, uno psichiatr
a statunitense (Child Psychiatrist) nel 1985. La PAS è stata utilizzata da alcuni tribunali statunitensi per dirimere questioni sull'affidamento di minori nel caso di separazione dei genitori e disaccordo sull'affidamento dei figli. Dopo i primi tempi di applicazione sia gli psichiatri e gli psicologi, sia gli avvocati e i magistrati, cominciarono ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto, divenendo più cauti e rigettando le tautologie di Gardner (es. se un figlio non vuole stare con un genitore è perché l'altro gli ha causato la PAS).
Cominciò a venir fuori che Gardner non era affatto il professore universitario per cui si spacciava, ma solo frequentatore volontario di una clinica universitaria americana; aveva pubblicato il libro in cui proponeva la PAS non tramite un editore di testi scientifici ma in proprio; i suoi articoli non erano accettati dalle riviste scientifiche più accreditate e li pubblicava autonomamente; il tutto gli aveva procurato fama e quattrini (il suo onorario professionale si aggirava sui 500 dollari l'ora).
Per non parlare delle sue idee favorevoli verso la pedofilia, più volte espresse nei suoi scritti.
sabato 16 ottobre 2010
Gli ultras maschilisti ringraziano mezze donne di avere aiutato altri mezzi maschi ad uccidere una donna
Sul solito sito maschilista (che serve alla solita pagina falsa) col nome rubato ad un sito femminista, in una guerra scatenata dai maschilisti ed alla quale noi non prendiamo parte se non per difenderci dall’istigazione all’odio, che sta avendo come suoi frutti una colossale escalation di violenza sulle donne, compare questo “articolo” abominevole che ho copincollato sotto (anche perché quando poi si vergognano di ciò che hanno scritto, usano farci lo scherzetto di cambiare il contenuto del link da noi riportato).
Sembra incredibile ma si ringrazia Sabrina Misseri, una probabile compartecipe di un orrendo delitto, di avere svelato che i paparini sono innocenti e le donne sono bugiarde.
A parte il fatto che questi maschilisti sono così straripanti di odio che non possono fare a meno di esultare nello scoprire che almeno c’è una donna complice (e non certo nello scoprire che l’uomo sia innocente e la donna reale colpevole, badate bene), sono così accecati dalla loro stupida competizione tra delitti al maschile e delitti al femminile da non avere notato che questo resta un delitto al maschile, anzi…
Si accontentano anche di violenza episodica femminile, ignorando del tutto che altre donne, intanto (ma anche e soprattutto altri uomini) continuano a morire per mano maschile.
Per loro una rondine fa primavera. L’eccezione diventa regola e la regola diventa eccezione.
Sabrina ha verosimilmente ( a quanto dicono gli inquirenti) immobilizzato Sarah affinché il padre (presunto molestatore di ragazzine, presunto assassino della nipotina e autoaccusatosi di avere violentato il cadavere della nipote e poi averlo occultato), rimanesse pulito agli occhi della comunità.
Ovvero, Sarah si lamenta perché lo zio la molesta, Sabrina deve difendere il “buon nome” del padre e della famiglia. Temono entrambi che Sarah parli, facendo cadere la “svergogna” su casa Misseri, e la fanno fuori.
E se pure il movente fosse la gelosia verso Ivano, sarebbe sempre un delitto dettato da maschilismo perché donne che uccidono altre donne per tenersi un uomo (che non è neppure il loro fidanzato, tra l’altro) sono maschiliste.
Ciò in qualche modo, agli occhi dei maschilisti, ha liberato Michele Misseri da tutto il suo carico di colpe.
Invece qui le colpe della mentalità maschilista che da sempre distrugge il mondo sono molteplici:
1) Michele Messeri, dominato dal suo “sacro scettro” usa molesta, uccide, usa il corpo MORTO della nipotina e dopo l’uso se ne libera. Cosa distingue un maschilista da un uomo? Il maschilista ha il pene che domina il cervello mentre l’uomo vero ha il cervello che domina il pene.
2) La mentalità maschilista copre e scagiona il “padre” a priori, perché nei dogmi maschilisti non è mai abusante, mai assassino ( e questo dogma ai maschilisti serve solo allo scopo di non pagare mai più un solo euro dopo il divorzio, neppure ai figli, visto che al 99% ciò di cui si lamentano è il mantenimento dei figli e l’assegnazione della casa alla ex moglie).
3) La mentalità maschilista che da millenni educa le donne ad andare contro le altre donne ed a mettersi al servizio degli uomini ha portato Sabrina a coalizzarsi col padre maniaco sessuale ed assassino e a partecipare al femminicidio della cuginetta di 15 anni perché è sempre meglio difendere un portatore di sacro scettro che una povera sciacquetta, giusto?
DOPPIA DOSE DI VERGOGNA PER VOI!
A noi non verrebbe mai in mente di sentirci trionfanti, né mai di ringraziare per l’ennesimo crimine commesso da mano maschile. Apriamo il quotidiano ogni giorno e le notizie di violenza maschile sono talmente ovvie che nessuno ci fa caso: risse tra ragazzini, truffatori, politici malviventi, guerra che fa morti a destra e manca, terrorismo, donne e uomini ammazzati…
Ma appena compare una manina femminile anche solo a tener ferma un’altra donna mentre un finto maschio la ammazza, eccoli con le trombettine , i cappellini di carta e i coriandoli a stappare champagne e A RINGRAZIARE PRESUNTE ASSASSINE.
Evidentemente, siete così dominati dal vostro testosterone guasto al punto di vivere la vita, la violenza, la morte altrui come un’immensa partita di calcio. Questo è anche lo spettro della tipica faziosità italiana, che porta i politici ad usare il populismo per animare il popolino da una parte o dall’altra per pura competizione. Ultras del maschilismo.
Dimenticavo, quasi, che dalla stessa direzione prima si è fatto di tutto per parlare male della piccola Sarah, prima che si scoprisse la verità, poi la morte di questa ragazzina è stata usata per la causa dei padri separati, per cercare di far cadere tutta la colpa su Sabrina e redimere Michele.
E invece, un ex rispettabile padre di famiglia resta lo stesso un mostro reo confesso. Resta colui che è principalmente accusato di essere un mostro molestatore di bambine, stupratore di cadaveri, assassino e bugiardo.
E Sabrina mai si era posta come vittima diretta.
Le uniche vittime sono state Sarah e la sua famiglia, così come il negazionismo becero di chi spera sempre di far passare bambini e donne per bugiardi fa vittime solo tra bambini e donne.
Ricordate che questo è ciò che succede quando ci si fa complici del maschilismo per copire la lordura sotto la facciata di un padre modello.
Gli inquirenti dicono che Sabrina abbia aiutato ad uccidere Sarah per coprire “lo scandalo” di un padre-mostro. Altro che grazie!
Non mi piace proprio chi prende la bandiera dei “falsi abusi”, chi si imbarca in guerre fatte di dichiarazioni senza scrupoli allo scopo di far passare i pedofili per innocenti, i violentatori per santi, gli assassini per provocati. Non mi piace, mi puzza troppo di bruciato.
Noi, invece, non abbiamo nulla da nascondere. Stiamo sempre dalla parte delle vere vittime, quelle che voi volete mettere a tacere.
Sommo sdegno.
Grazie “Doppiotrikster” per avere, per l’ennesima volta, dimostrato a che livelli di immoralità siano capaci di scendere i “maschilisti in guerra”.
QUESTA DONNA CI HA INSEGNATO – E DIMOSTRATO – QUALCOSA DI FONDAMENTALE…
GRAZIE, SABRINA!
Written by DOPPIOTRIKSTER on 16 ottobre 2010
Se colpevole davvero, ci ha insegnato e dimostrato fin troppo bene qualcosa che molti di noi hanno vissuto sulla propria pelle.
Se colpevole davvero, questa donna ci ha fatto vedere come sia capace di recitare la parte della vittima distrutta, piangente, ingannata da sempre una donna che, invece, sa benissimo di esser colpevole di efferrati delitti.
Ascoltate bene le sue parole…. come parla del sogno che ha fatto, come lacrima, i toni di voce che usa, come dichiara che avrebbe denunciato il padre al minimo sospetto… “Chi riuscirebbe a sopportare un peso così grande?… No no…. ha fatto tutto da solo!”
Quanti di noi hanno visto nella propria storia sceneggiate simili? Davanti a giudici, poliziotti, assistenti sociali… spesso poco attenti a cogliere se dietro quelle lacrime e quei toni accorati ci fosse la verità o l’inganno…
Un’altra cosa questa donna è stata capace di far emergere.
Fondamentale, determinante.
Come la favoletta del papà orco e della figlia vittima e piangente sia spesso una favoletta ma viene creduta subito da giornalisti, pissichiatri, pissicologi, anchorman e anchorwoman eccetera eccetera eccetera.
Una favoletta che spesso è costata anni di ingiustizie quando non si è riusciti a dimostrare che quel pianto accorato di vittima era tutta una finzione per coprire le proprie colpe..
Questa è “la violenza sulle donne”? Si…
La Violenza delle donne sulle donne. E sugli uomini, a seconda di chi ci capita.
Il maschilismo femminile: se osi accusare il mio papà ti ammazzo!
Perché le donne nei millenni non sono mai state davvero capaci di organizzarsi in un fronte compatto e di rivendicare seriamente i propri diritti? Perché sembrano essere molto sensibili al cosiddetto “ricatto affettivo”. Traduco: il maschilismo, che vuole tenere sotto controllo le donne, non usa solo la violenza come mezzo coercitivo e l’esempio che la violenza fa ( “colpirne una per educarne cento”, quante donne vanno liberamente in giro in strade buie da sole anche solo dopo cena? Non lo fanno perché sanno che possono essere stuprate. Ottimo metodo per indurre le donne a stare in casa o uscire in compagnia, quindi dipendere da qualcun altro, per cercare protezione).
L’altro mezzo coercitivo esercitato dal maschilismo batte sull’autostima femminile e sulla competizione e si esplica su due fronti: un fronte estetico ed uno comportamentale. Usa la pubblicità, la moda, l’estetica, le soubrettes, le veline, le attrici scelte quasi esclusivamente per la loro straordinaria bellezza. Ciò serve a rendere le donne schiave dell’aspetto esteriore ed a toglier loro il tempo per concentrarsi sulla cultura che potrebbe portarle a chiedere di condividere il potere che i maschilisti vogliono mantenere saldamente da soli.
Oltre al ricatto dell’estetica c’è il ricatto morale-affettivo dei comportamenti di una donna. Una donna, secondo i dettami maschilisti, dovrebbe essere sempre delicata, dolce, pacata, comprensiva, materna. Materna. Cioè disposta a sobbarcarsi “la gioia” di bambinoni immaturi ultratrentenni, ultraquarantenni, ultracinquantenni e così via che sono stati allevati da mamme che alzavano i loro calzini da terra e li difendevano a spada tratta, anche se colpevoli, e che sperano di trovare donne che alzino a loro volta i loro calzini da terra.
La donna materna deve sempre sapere PERDONARE, quindi, sopportare tradimenti, indelicatezze, mancanze di rispetto di ogni tipo fino alle violenze fisiche e verbali, altrimenti non è una donna dolce e comprensiva ma una “virago femminista” e sarà destinata a “restare zitella”, a non avere mai bambini, né un compagno “che la protegga”. Perde tutta la sua “femminilità” che per i maschilisti consta in tette grosse, tacchi alti e niente cervello, proprio come la forza di Sansone risiedeva solo nei suoi capelli.
Così per molte donne uno schiaffo diventa una dimostrazione di gelosia e quindi di amore e non un mezzo per insegnare loro a non oltrepassare i limiti del dominio maschile. Un uomo possessivo diventa un uomo che le protegge e così via, una lunga lista di giustificazioni degli abusi commessi sull’universo femminile.
Queste donne sono le stesse che si schierano, poi, contro quelle che, al contrario, vogliono sovvertire questa cultura per potere creare un mondo in cui genere maschile e femminile vivano fianco a fianco con uguali poteri e diritto di scelta.
Queste donne, a dire il vero, si schierano contro qualsiasi altro loro simile cerchi di invadere “il loro territorio” e di mettere le mani, in un modo o in un altro “sui loro maschi”. Cioè si comportano proprio come le madri in natura. Si parano come tigri infuriate, solo che alle loro spalle non ci sono cuccioli inermi ma adulti grandi e grossi che si beano nell’ osservare due femmine che si scannano a vicenda.
Il sommo livello di compiacenza femminile verso un uomo è arrivare a sopportare di vivere in un harem. E ce ne sono a milioni di harem anche in Italia, anche se non li vediamo. Quanti sono, infatti, i maritini dalla doppia vita, che coniugano felicemente moglie e amante senza volere minimamente smuoversi dalla condizione di poligami di fatto? Quante sono le donne che sopportano? E come mai per i maschilisti le donne diventano vipere femministe non appena decidono di non sopportare più e di chiedere il divorzio? Pensateci.
E pensate a quelle mamme africane che portano le loro bambine a subire l’infibulazione perché leggi tribali, non scritte da donne, le hanno allevate nella convinzione che si debba fare così.
Questa mentalità ha educato anche Sabrina Misseri, che si è schierata (sempre se le accuse risultino comprovate) col padre deviato, presunto molestatore di ragazzine, omicida e necrofilo, pur di difendere “il suo maschio”.
Siccome io sono cresciuta con una diversa indole, non sono mai entrata in competizione con altre donne per un ragazzo o un uomo, non ho mai difeso mio padre a priori in quanto “padre e maschio”, anzi, di lui ammetto lati positivi e negativi. Soprattutto, mi schiero sempre con le donne e gli uomini vittime, mai con le maschiliste e mai con i maschilisti perché io so bene che maschilismo è prevaricazione e femminismo è difesa, nonostante i maschilisti revisionisti stiano facendo letteralmente “carte false” per sovvertire questi concetti.
Quando sono venuti da me maritini affranti a raccontarmi che le mogliettine erano “fredde a letto” (anche se poi queste lavoravano e portavano a casa uno stipendio superiore al loro, gli hanno fatto e cresciuto figli splendidi, gli puliscono casa, li accompagnano in giro e sanno pure di avere le corna ma non sanno che questi maritini parlano alle loro spalle lamentando il loro scarso entusiasmo tra le lenzuola. Dopo tutto quello che ‘ste schiave vi fanno, le volete pure felici?) li ho sempre cacciati a calci, con sommo disprezzo. Un’altra, al posto mio, si sarebbe sentita in dovere di consolarlo, il bamboccione viziato!
La nonna di un mio vecchio fidanzato usava dire: “Ama l’uomo a vizio suo!”. Io preferisco morire o la solitudine eterna piuttosto che l’eterna sopportazione, l’eterno asservimento.
Se ci fossi stata io al posto di Sabrina (come non dubito avrebbe fatto qualsiasi altra donna dalla mentalità sana e sempre secondo l’ipotesi accusatoria), avrei preso Sarah per mano, l’avrei portata di persona a denunciare mio padre. Sarah sarebbe viva e mio padre sarebbe in terapia, in carcere, posto sotto l’attenzione dei servizi sociali del mio paese.
A completamento della definizione, riporto un estratto da un articolo pubblicato su Vanity Fair n.44 del 5 Novembre 2008 e rintracciato su Razor Sisters.
“Cosa si intende con maschilismo femminile? Beh, ancora non ho le idee chiarissime ma colgo una tendenza che , ahi me, nella mia ingenuità pensavo sotterrata da secoli, di una sorta di connivenza delle donne al pensiero dominante maschilista.
La donna maschilista è colei che, pur in assenza di tangibili segni esteriori e sotto un malcelato progressismo dei valori, sostiene il punto di vista maschile contro ogni ragionevole dubbio oppure spalleggia, anche se solo metaforicamente, l’uomo coalizzandosi con il suo pensiero. E’ una donna che è poco solidale con le donne, che giudica le donne, che non si mette nei panni delle donne nelle occasioni in cui un uomo palesemente ferisce, un uomo tradisce, un uomo esercita il suo controllo ed il suo potere di atavica memoria.
Penso ai casi in cui, rabbrividendo, ho sentito dire da una donna ad un’altra donna: “Se ti ha trattata male [improperi, insulti e parole impronunciabili] è perché tu non lo hai lasciato in pace. Sapevi che era fatto così, è anche colpa tua”;
Penso ai casi in cui ho sentito dire da una donna ad un’altra donna: “Non ti lamentare se poi vogliono solo quello, non si fanno subito certe cose”;
Penso ai casi in cui ho sentito dire da donne ad altre donne: “Se una si innamora di uno sposato è una troia”
Finché le donne useranno termini con accezione dichiaratamente e consensualmente spregiativa e negativa per appellare le loro sorelle, finché saranno pronte sempre a perdonare i loro uomini e a non costruirsi una vita autonoma ed indipendente ed un autonomo senso critico, faranno perdurare un atteggiamento di chiusura verso diritti e libertà delle donne: di vivere la propria sessualità e i propri sentimenti senza per questo essere messe al rogo. Dalle donne.”
Noi non neghiamo l’esistenza delle stronze. Non giustifichiamo un omicidio commesso da una donna, a meno che questa non sia chiaramente malata. Applichiamo lo stesso metro di giudizio ai crimini commessi da “uomini” che però, purtroppo, che piaccia o no, sono in numero largamente preponderante rispetto ai crimini commessi da donne, eppure i maschilisti, da perfetti complici della mentalità criminale, negano, negano sempre, insabbiano, ficcano lo sporco sotto il tappeto proprio perché non sono brave casalinghe come noi.
Le donne vere sono le prime vittime delle stronze così come gli uomini veri sono le vittime degli assassini e dei maschilisti che, coprendo la criminalità maschile, danneggiano l’intero genere umano.
Che i maschilisti lo vogliano o meno, quasi tutte le società umane sono vittime di culture religiose e tribali non create di certo da mano femminile, dove si dettano regole che indicano cosa deve fare un uomo per rientrare nei canoni tribali di “vero maschio” e dove si dettano le regole per tenere buone le squaw.
Spiacente ma non ci sono donne alla base della nascita della cultura fasciocattomaschilista italiana. Noi eravamo a casa a raccogliere i calzini e litigare tra noi mentre i testosteronici marciavano compatti su Roma con il placet dei ministri di Dio.