Web Toolbar by Wibiya
Visualizzazione post con etichetta informazione imparziale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta informazione imparziale. Mostra tutti i post

domenica 13 ottobre 2013

Il sessista quotidiano


Inutili i continui appelli nazionali ed internazionali alla rappresentazione non umiliante dell’immagine della donna sui media. Il pezzo di carne “tira” e i quotidiani on line si mettono in concorrenza con i siti porno e con la peggiore pubblicità sessista ma il risultato è anche più disastroso di quello del carrozziere di provincia pubblicizzato da un sedere femminile perché articoli che denunciano forme di violenza sulle donne non dovrebbero essere mai corredati da foto del genere:

sessista1
Questa la foto di Padovaoggi.it

Sessista2

Questa la foto de Il Gazzettino.it ed è quella piaciuta di più, evidentemente, perché è la stessa utilizzata su Leggo.it,

martedì 19 ottobre 2010

Tutti a caccia delle briciole di Sarah. L’orgia della stampa.

Che spettacolo ignobile osservare chi per settimane si è lanciato in allusioni alla fuga volontaria, spietate illazioni partendo dall’analisi di ogni cuoricino usato come puntino da una normalissima quindicenne sul suo normalissimo diario da quindicenne, poi si è lanciato al massacro di Chi L’Ha Visto e adesso sta banchettando disgustosamente con ogni frase, ogni virgola, ogni sospiro, ogni filo d’erba che si muova nei dintorni di Avetrana.

Tutti i giornalisti disponibili alla trasferta e all’appostamento costante, pure quelli non disponibili, sono stati riversati intorno alle case degli Scazzi e dei Misseri, microfono al massimo, per carpire ogni bisbiglio dietro le imposte delle case di tutto il vicinato. Quale sete di giustizia! Quale amore di verità, vero? Ma per nulla! Se un quotidiano ha i propri inviati in un posto, gli altri non possono essere da meno e riportare meno contenuti della concorrenza, non sia mai! Ma ciò che preoccupa davvero è che gli inquirenti stiano seguendo le piste degli improvvisati segugi di tracce che non sono che gossip, pettegolezzo.

Le parole di Claudio e quelle di Concetta Scazzi, infatti, sono state distorte nei vari programmi televisivi dediti alla coltivazione della morbosità : l’uno (Claudio, fratello maggiore di Sarah) aveva sostenuto che, qualora fosse venuto a conoscenza di molestie, sarebbe intervenuto personalmente e che, invece, la piccola aveva con lo zio un rapporto normalissimo e continuava a frequentare casa Misseri con la stessa tranquillità di sempre; l’altra (Concetta, la razionale mamma della vittima), disperata per la mancanza di notizie, aveva chiesto di indagare sui conoscenti, su chiunque, persino su se stessa. Come queste affermazioni si siano trasformate in “Anche Claudio sapeva delle molestie” e “ anche Concetta aveva sospetti della famiglia” si può spiegare solo attraverso il gioco del “telefono senza fili”, quello che dimostra già ai bambini come una notizia, passando di bocca in bocca si ingigantisca e si alteri fino a deformarsi.

Non credo che la stampa abbia tra le mani i veri indizi che hanno portato gli inquirenti a stabilire il fermo di Sabrina. Le comunicazioni ufficiali escono fuori a bocconi ma il “pezzo” bisogna pur farlo, ed ecco che si passa ad aggiungere ingredienti e frullare sapientemente.

Così, se era assurdo che Michele Misseri avesse strangolato da solo (un uomo abituato al lavoro nei campi) una ragazzina di 40kg cogliendola di sorpresa alle spalle senza fare rumore o creare un suono, non si spiega come, nello stesso pochissimo tempo disponibile, Sabrina abbia potuto trascinare Sarah in garage, iniziare una discussione animata durante la quale Sarah avrebbe urlato e si sarebbe vista avvicinare dallo zio il laccio senza ribellarsi con tutta la forza che aveva, il tutto senza fare neppure abbaiare il cane che aspettava seduto davanti al cancello. Nel primo caso ci si poneva la questione del rumore e nel secondo il rumore è ovvio ma non importante. Domani diranno che tutto il vicinato sapeva e  che, quindi, tutto il vicinato era complice?

Perché è così assurdo che Sarah sia scesa in garage dallo zio? Per una presunta palpata al sedere di cui non si hanno notizie certe? Sarah non si aspettava certo di venire uccisa, quindi non c’è proprio nulla di assurdo nel suo comportamento, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del fratello Claudio.

Perché il fatto che la madre di Sabrina abbia potuto indicare la zona della sepoltura, la sera stessa sarebbe indice di complicità o favoreggiamento? Tutti dicono che lei fosse interrogata insieme al marito la sera della confessione, quindi sapeva benissimo (come lo sapevo io che ero a casina mia e questa gente non al conosco) che le ricerche del corpo erano partite dove il marito aveva detto ed è ovvio che una moglie conosca l’ubicazione delle terre del marito.

Ricordo che tutt’Italia sapeva. La notizia è stata data in diretta da Chi L’Ha Visto ed è curioso che quando serva fare a pezzi una trasmissione di pubblica utilità si scaglino tutti in una direzione e oggi siano tutti contemporaneamente colpiti da amnesia, convinti che la madre di Sabrina abbia rivelato un dettaglio sconvolgente e sconosciuto.

Questo sempre se non ci nascondano dettagli chiarificatori, ovviamente.

Suona altrettanto assurdo che Sabrina sia sospettata di avere tolto la batteria al cellulare se i tabulati hanno confermato i suoi squilli verso il telefono di Sarah fino al momento dello spegnimento e in quel momento Sabrina era in auto con Mariangela. Capisco che per i giornalisti che si stanno  dedicando alla santificazione di Michele Misseri ed alla demonizzazione delle donne della famiglia Sabrina sia una virago diabolica ma è anche ubiqua?

E se fosse stata lei, visto che non è una sprovveduta, visto che le intercettazioni (nella versione dei giornali) riportano che si fosse lamentata che “il giorno prima” del ritrovamento del cellulare di Sarah, tutti l’avessero toccato e quindi ci fossero le impronte di tutti, è ovvio che avrebbe fatto sparire il cellulare per sempre o almeno lo avrebbe fatto ritrovare senza impronte.

Insomma, giocare a Cluedo con un branco di ragazzini di 12 anni sarebbe più gratificante per la propria intelligenza che leggere le abnormità riportate dai quotidiani.

Che dire dei sospetti sbattuti come titoloni icastici e indiscutibili?

la Stampa

Cosima sapeva tutto? In questa nazione è finita la presunzione d’innocenza persino se non si è neppure indagati? Basta una voce per emettere una sentenza sotto gli occhi di milioni di lettori? E nel giro di 120 secondi tutti i quotidiani si uniformano, riportando la notizia. La distinzione è solo nelle sfumature, nella scelta dei termini.

Per non parlare dei quotidiani che approfittano per piazzare ricostruzioni filosofico-fantasiose allo scopo di dare sfogo alla misoginia più becera ed alla più sfacciata esaltazione della figura del padre, come in questo articolo del Corriere.it a firma Goffredo Buccini.

http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_19/buccini-sarah-misseri_3999a280-db43-11df-a6e9-00144f02aabc.shtml

“I paparini, si sa, stanno al mondo proprio per aggiustare le cose, quando le cose si mettono male. Con quelle mani che la moglie Cosima, «Mimina», ancora rimpiange ogni volta che le si spacca un tubo del lavandino o le va in tilt una lampada del salotto («essì, per queste faccende mi manca pure adesso che per me è morto»)”

La moglie ingrata e sfruttatrice, dominante e manipolatrice, bugiarda e calcolatrice e il marito, la perla di casa! Veramente gli uomini capaci di effettuare riparazioni sono quasi estinti, altrimenti non costerebbe milioni e settimane di attesa chiamare un idraulico. In casa mia i sifoni,i filtri, le guarnizioni, qualche tubo flessibile e pure i manicotti filettati o talvolta i galleggianti li ho cambiati io. Donna. Da quando i paparini “si sa, stanno al mondo proprio per aggiustare le cose”? Il mio non ha mai aggiustato un bel nulla. Sarà difettato all’origine, un pezzo sbagliato in uno stock di paparini perfetti. Se Goffredo Buccini mi invita a casa sua gli mostro come la figlia di un uomo incapace di qualsiasi attività manuale, per avere ereditato lo spirito pratico dalla mamma (i geni sono molto meno sessisti degli esseri umani fatti e finiti) gli sistema le prese elettriche scollegate. “Gli occhi lui, quegli occhioni azzurro-cerbiatto così incongrui sulla sua faccia di forzato” qui sembra proprio che Goffredo si sia innamorato di Michele Misseri, dipinto come Cucciolo dei sette nani. Sabrina, invece, è una viziata sfaticata ingrata “ col suo sorriso da bambocciona bizzosa” che non grida ma “strilla” di essere innocente, dall’aspetto da sgradevole Santippe sovrappeso, malvagia e calcolatrice. Saranno i chili di troppo che condannano una donna a non suscitare istinto di protezione? Purtroppo, abbiamo già toccato con mano più volte come in questa nazione una donna che osi reagire, mostrare forza e lucidità, non sia degna di giustizia né di solidarietà. Sabrina può anche essere colpevole ma non lo sarà per come viene descritta da giornalisti lombrosiani. Misseri, povero angelo, chi mai può avergli suggerito l’idea assurda di confessare d’avere stuprato il cadavere della povera piccola Sarah? E che fine ha fatto per questo redattore il movente del  perfido gineceo, ovvero uccidere Sarah per coprire lo scandalo di avere un paparino che (altro che aggiustare tutto!) molestava le ragazzine?

Che senso ha la pubblicazione di un articolo che non contiene fatti oggettivi ma solo opinioni e un po’ di gossip manipolato, il tutto per massacrare la figura di Sabrina e dell’intero genere femminile? E che utilità ha la raccolta di primi piani di Sabrina pubblicata da Repubblica.it ? E se questa giovane donna un giorno venisse scagionata? Senza una sola prova, senza un’ammissione si sbatte “la mostra” in prima pagina? Che utilità ha ai fini dell’informazione, chiedo? Forse Goffredo Buccini fa parte della difesa di Michele Misseri? Non si potrebbe, allora, avere un difensore di Sabrina e di Cosima che, magari, ricordi che non è affatto necessario essere svegli e lucidi per uccidere una ragazzina di 15 anni ma che, anzi, molti serial killer erano leggermente ritardati e che il profilo caratteriale di Michele Misseri coincide perfettamente con quello del necrofilo: presumibilmente stuprato o traumatizzato da piccolo, timido, chiuso, controllato, pieno di fantasie sessuali represse, capace di una doppia vita, timoroso delle reazioni delle persone vive durante gli atti sessuali al punto da desiderare che siano passive nella maniera più totale, pronti a procurarsi cadaveri in due modi, cioè lavorando a contatto con essi o uccidendo per procurarsene. Inoltre Misseri ha mentito e mentito e poi ha mentito ancora ma pare che solo Sabrina “si contraddica”. Misseri semplicemente farfuglia indifeso…

Nessuno pare dare importanza a domande come : com’è possibile che le due cugine avessero litigato furiosamente il giorno prima e la mattina dopo Sarah l’avesse trascorsa tranquillamente a casa di Sabrina? Come mai Sabrina non ha ucciso Sarah approfittando dell’assenza di testimoni quella mattina stessa? Come mai non bastava allontanare Sarah dalle amicizie se il movente fosse stato la gelosia per Ivano? Come mai non bastava chiedere per favore a Sarah di tacere sullo zio per non svergognare la famiglia, in cambio della promessa della cessazione delle molestie? Come mai Sabrina non ha escogitato un metodo più sicuro per non essere scoperta, come annegare Sarah a mare, simulando un malore della stessa o in qualsiasi altro modo fuorché nel proprio garage a pochi minuti dall’arrivo di Mariangela?"

Intanto l’avvocato di Misseri è gasatissimo nel constatare che qualsiasi cosa il suo assistito dica, viene creduta all’istante. Lo sta aiutando pian piano a liberarsi di tutte le imputazioni. Resta solo l’occultamento di cadavere, meno di tre anni di carcere. Peccato che se decade il movente del paparino molestatore, decade anche tutto l’impianto accusatorio contro il resto della famiglia. Ma siamo certe che un movente lo troverete, suvvia.

Del resto anche Pacciani era solo un povero vecchietto indifeso, eh? Peccato avesse già ucciso e stuprasse abitualmente le figlie, per tacere delle violenze quotidiane sulla moglie. Ma in una nazione così ipocritamente maschilista si preferisce assolvere un presunto mostro piuttosto che dare giustizia ad un’adolescente che fino a poco tempo prima era dipinta dagli stessi quotidiani come una “facile” e adesso serve a colpevolizzare altre donne.

Intanto, mentre tutti sono impegnati a spiare i brufoli di Sabrina, molti altri “paparini”, italiani e non, stanno ammazzando donne, facendo saltare in aria case e massacrando mogli, stuprando, molestando ragazzine e bambini ma forse certi giornalisti non seguono tutta la cronaca. La selezionano in base al potenziale misogino. Si nota soprattutto da come donne ammazzate non trovino neppure un rigo di spazio mentre una minorenne rom che abortisce in un bagno pubblico, sola e insanguinata, diventa…

 neonato

…in una specie di complotto collettivo all’informazione distorta.

Vediamo di finirla, state creando un inferno, portando confusione, animando odio e masse forcaiole e no, purtroppo questo non è un film, non è Frankenstein Junior ma la vita reale di persone reali che meritano tutte la stessa quantità di rispetto.

E poi non siamo tutti fessi. Non tutti cascano colpiti dalle “armi di distrazione di massa”.

lunedì 18 ottobre 2010

Le bufale anti-donna. 1- Solo le madri alienano i figli ai bravi papà? Prima testimonianza


   sorrow Ci sono scollamenti tra propaganda e realtà che non investono più solo il rapporto tra politica e società ma anche altri campi del quotidiano. Un agguerritissimo movimento per i padri separati, in cui sono confluiti movimenti maschilisti e movimenti per genitori separati, si è coagulato intorno ad un’associazione di associazioni (Adiantum) che comprende anche preesistenti associazioni contro i “falsi abusi” (ovvero accuse di pedofilia e abuso fisico e psicologico su donne e bambini denunciate come parziale bufala, cioè come false nella maggior parte dei casi).
Questo movimento ha invaso internet e Facebook con una propaganda virale ed energica caratterizzata da alcune costanti positive e negative.
Come costanti positive rileviamo:
  • la rivendicazione dei diritti paterni, di una maggiore considerazione per la figura del padre;
  • la denuncia per lo stato di disagio economico e psicologico in cui molti padri cadono in seguito a separazioni particolarmente combattute ed onerose;
  • la richiesta di forme di tutela quantomeno paritarie che garantiscano il rapporto continuativo con la prole (cosa comprensibilissima ed accettabile qualcosa ci siano le condizioni giuste perché ciò avvenga).
Come costanti negative dobbiamo denunciare, purtroppo, gli effetti dell’influsso dei movimenti neo-maschilisti, che stanno generando nuove ingiustizie verso la figura femminile:

venerdì 17 settembre 2010

Dove sono finite le madri?

269658371 Devono essere tutte finite nelle favole a fare le matrigne e le streghe cattive, evidentemente, se la tv si sta popolando di testimonials disperati della paternità ferita senza uno straccio di contraddittorio decente con le controparti femminili.

Le poche donne che si azzardano a ricordare il principio dettato dal semplice e sano buonsenso che il condiviso-bis non possa essere applicato alla cieca e con la forza anche nei casi di presenza di abusi, sono immediatamente tacciate di “veterofemminismo” (che su Facebook e nei forum maschilisti diventa “nazifemminismo”, per paura di essere troppo morbidi), un’argomentazione ormai jolly e buona per tutte le stagioni.

Prendi una donna che osa ricordare che le donne sono le più colpite dalla violenza domestica e che la PAS ha fatto disastri negli USA e condannato molti bambini a vivere con i loro aguzzini, quelli la chiamano “veterofemminista” e subito il pubblico ludibrio cade su di lei, è additata come una malvivente e poco manca che non si palesino istantaneamente due gendarmi sulla porta pronti a caricarla e portarla via nelle segrete di una prigione dove verrà giustamente torturata.

Potenza dei media. Un gruppo di “illuminati” si riunisce in lobby, decide di fare fuori chiunque li ostacoli ed ecco che parte la campagna. “Comunista” diventa sinonimo di terrorista criminale che vuole strappare i soldini a tutti i poveri lavoratori indefessi e distribuirli agli sfaccendati e “femminista” diventa sinonimo di vecchia pazza dei boschi che mangia i bambini e i giovani uomini belli e sani, tipo la vecchina di Hansel e Gretel.

Mucchi di pecore travestiti da umani si getteranno nella delazione. Donne convinte di aumentare il loro appeal e di non morire sole ed inacidite se sapranno farsi amici gli uomini entrando nel loro mondo e difendendo le loro istanze, si ergeranno orgogliose scrivendo o dicendo baggianate incoerenti del tipo: “Io sono per i diritti delle donne ma non sono femminista. Che significa, poi? C’è la femmina e c’è la donna. Io sono una donna” e sei pure ignorante, verrebbe da replicare loro. Se sei a favore dei diritti delle donne sei femminista, c’è poco da fare, quindi, amica mia, sei marcia anche tu.

O si è per i diritti delle donne o si è contro. Una via intermedia non c’è.

Ti sembra giusto che le donne facciano i magistrati e gli avvocati? Sei femminista. Ti sembra giusto che le donne stiano solo a casa a sferruzzare? Non sei femminista.

Ti sembra giusto che le donne la diano per fare carriera? Non sei femminista. Ti sembra giusto che le donne abbiano le stesse opportunità di essere valutate per il loro valore intellettivo e non per il loro corpo? Sei femminista.

Tutto qui. Giuro che non abbiamo uniformi, parole d’ordine, stanze segrete e non ci votiamo all’odio per il maschio, visto che, tra l’altro, viviamo come tutte, cioè sposandoci, facendo figli e siamo anche mediamente più realizzate perché sappiamo cosa vogliamo e sappiamo farci rispettare e capire dai compagni.

Comunque, per magia, ecco che si ritrova trasformata in femminista anche Mara Carfagna. Farà piacere saperlo anche a lei, visto che è sempre stata ferocemente attaccata dalle femministe.

Adesso è colpevole agli occhi di associazioni legate a doppio filo ad associazioni maschiliste. Già perché oggi, dovete sapere, per essere padri si deve anche essere maschilisti, quindi convinti della superiorità dell’uomo sulla donna e sulla necessità che la donna si sottometta. Padri normali, equilibrati, collaborativi, dalla mentalità moderna, sembrano non trovare molto spazio ed asilo in certi movimenti. Questo è molto strano.

Dicevamo, la Carfagna è colpevole di ricordare che esiste la violenza domestica e che è anche molto diffusa, motivo per cui forzare una donna a restare a disposizione di un marito violento non è proprio il massimo ed entrerebbe non poco in contraddizione con la legge sullo stalking.

Cosa sono migliaia di donne all’anno che vengono massacrate di botte e 130 donne uccise in media (arrotondata per difetto) rispetto al dolore dei padri che si suicidano? Nulla. Le donne esistono per essere picchiate. è banale persino parlarne, figurarsi fare qualcosa per loro!

Adesso difendere la salute delle donne significa essere femministe e di parte per gli sponsor del condiviso-bis e della PAS, per i quali i rischi non esistono, la violenza non esiste ed i padri dovrebbero prima avere i figli in affido e poi, magari, se resta qualche anno d’infanzia ancora da vivere, c’è tutto il tempo di accertare la presenza di abusi (il processo penale in Italia impegna mediamente 9 anni, quindi tutto il tempo di essere violentati, molestati, percossi, in attesa di una sentenza definitiva).

Nel frattempo, dovete sapere, ogni accusa fatta da una ex moglie all’ex marito è fatta passare per una falsità mentre non si fa alcuna menzione della poco lodevole abitudine maschile di accusare le ex mogli onde metterle in cattiva luce agli occhi dei magistrati. No. Solo le donne farebbero false denunce. Gli uomini sono tutti cristallini, noti per la loro onestà ed innocuità. Soprattutto con le loro ex compagne.

Stranamente, io mi imbatto in situazioni opposte anche quando non mi dedico alle mie letture orientate all’auto-indottrinamento femminista. Che strano. Io leggo queste donne, a volte se ne parla per quanto riguarda sentenze, a volte sono commenti rassegnati lasciati qui e là anonimamente in qualche forum. Leggo anche i loro nuovi compagni testimoniare di leggi usate come randelli contro ex che non si sono piegate e denunciare l’uso dei figli per continuare lo stalking.

Delle madri un po’ dappertutto adesso c’è la nuova moda di parlare solo male. Se una donna ha ucciso un neonato in Nuova Zelanda la notizia è riportata in Italia con la massima attenzione dei media. Se nello stesso giorno una povera pezzente è stata uccisa a botte dal compagno in Italia, se è fortunata avrà un trafiletto tre giorni dopo ( a meno che il compagno non sia un immigrato regolare o irregolare. Ormai sembra esserci tutto un tariffario di punti per le notizie: donna uccisa da italiano: 10 punti; donna uccisa da extracomunitario regolare: 100 punti; donna uccisa da extracomunitario irregolare: 500 punti. L’aggravante del credo islamico dell’aggressore aggiunge altri 500 punti e li toglie se per caso anche la vittima aveva la sfortuna di condividere lo stesso credo, quindi di avere sottoscritto una religione che, per i media, quasi autorizza alla violenza sulle donne, quindi uomo musulmano che ammazza donna musulmana vale di nuovo 10 punti, a meno che non serva come scusa per giustificare l’invio di truppe americane, allora varrà 1 milione di punti).

Non si strombazza in tv, non ci si riunisce in potenti lobbies, non si assumono calciatori come testimonials, né presentatori arcinoti per essere sempre stati dei latin lovers allergici ai rapporti stabili ma improvvisamente colpiti dalla voglia di prendersi responsabilità verso qualche giovane vita, non si ricevono sponsorizzazioni vaticane, anche e soprattutto perché la donna resta colei che, o sciagurata, ha causato la cacciata dal Paradiso. Perché mai dovremmo meritare di essere ascoltate almeno quanto gli uomini?

martedì 14 settembre 2010

A che gioco sta giocando Repubblica? Da che parte sta sui consultori laziali?

adorno_consultori  “E’ povera, le consigliano di abortire” di Alessandra Paolini, i chiarimenti chiesti dalla Consulta dei Consultori di Roma

Questa è la richiesta di chiarimenti indirizzata da Giuseppina Adorno, presidente della Consulta dei Consultori di Roma, al quotidiano la Repubblica. Lettera rimasta senza risposta. La Repubblica ha pubblicato, a firma di Alessandra Paolini, il 2 settembre, un articolo dal titolo “E’ povera, le consigliano di abortire”
Alla c.a. del dottor Giuseppe Cerasa
Capo della Redazione Cronaca di Roma
La Repubblica

Gentile Dottor Cerasa,
Le scrivo in merito all’articolo “E’ povera, le consigliano di abortire” a firma di Alessandra Paolini, pubblicato dal Suo giornale nelle pagine di cronaca di ieri, 2 settembre 2010.
Il “caso” presentato e i relativi commenti virgolettati del DG del Moige, Antonio Assimita, e dell’assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Fabio De Lillo, richiedono qualche precisazione su una serie di questioni.
Innanzi tutto, non è possibile denunciare un episodio grave come quello in questione senza dare delle informazioni complete, senza dire cioè
• In quale consultorio è avvenuto quanto segnalato
• Quale richiesta è stata fatta dall’interessata quando si è recata in consultorio
• Quale figura professionale ha dato alla sig.ra Teresa quell’unica indicazione: abortire
Io escludo nella maniera più assoluta che qualsiasi professionista che lavora in consultorio possa aver detto quello che viene riportato da Alessandra Paolini su Repubblica e che il Moige ha denunciato.
Sono operatori qualificati quelli che nei consultori lavorano con le donne e con le coppie che si trovano ad affrontare le problematiche connesse alla gravidanza.
Come prevede la legge 194/78, gli operatori consultoriali sono impegnati a sostenere la donna e la coppia nel prendere la decisione in merito alla prosecuzione o all’interruzione della gravidanza rimuovendo, laddove è possibile, le cause che si oppongono all’accettazione della gravidanza, e cercando nella rete delle relazioni familiari e in quella dei servizi sociali e sanitari del territorio, le risorse e le condizioni che lo consentano. Dopo di che, la decisione definitiva è della donna.
Se però dovesse rispondere al vero quanto denunciato, bisogna che sia dato un nome a chi si è comportato così e dare a quella persona la possibilità di replicare e difendersi.
Non è corretto gettare fango “a pioggia” sui consultori, che dedicano tutti i loro sforzi ad informare e sostenere le donne, le coppie, gli adolescenti per una maggiore consapevolezza rispetto alla propria salute e alla responsabilità che ognuno di loro è tenuto ad avere verso se stesso e verso gli altri. Questo è quanto la normativa vigente richiede a chi opera nei consultori familiari.
Invito il DG del Moige a prenderne visione ( legge 405/75; legge R. Lazio15/76; legge 194/78 ) in modo da evitare in futuro di chiedere ai consultori di essere o di ridiventare quello che non sono mai stati e che il legislatore non ha mai pensato che dovessero essere.
I consultori non sono mai stati centri di accoglienza per donne in difficoltà, ma servizi per la promozione della salute sessuale e riproduttiva della donna, per la procreazione cosciente e responsabile, per il sostegno ai momenti di passaggio del ciclo vitale della donna e della famiglia.
Utenti del consultorio sono tutte le donne, le povere e quelle che povere non sono, le italiane e le straniere, le donne giovani e quelle più mature, sposate, conviventi, single; perché la gestione di sé, della propria sessualità, della maternità, è trasversale, riguarda tutte le donne.
Ricordo anche che le competenze assistenziali sono dei municipi e non dei consultori, che sono invece inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale e devono occuparsi della salute psicofisica della donna, cosa che implica naturalmente uno stretto contatto con le strutture sociosanitarie pubbliche e del privato sociale, con le quali gli operatori quando occorre si interfacciano.
Rispetto a quanto dichiarato dall’assessore De Lillo, certamente la Regione Lazio può legiferare e investire le risorse pubbliche nella maniera che ritiene utile e prioritaria rispetto ai bisogni dei cittadini del Lazio, ma non mettiamo in discussione i consultori, servizi insostituibili nel loro ruolo di educazione alla salute degli adolescenti e degli adulti e che, in ogni caso, hanno reso possibile una diminuzione costante degli aborti.
Le chiedo di dare piena informazione sul caso ai lettori di Repubblica e di pubblicare anche questa protesta formale della Consulta dei Consultori Familiari di Roma che la sottoscritta rappresenta.
La saluto cordialmente
La Presidente
Giuseppina Adorno
Roma, 3 settembre 2010
Sede: Largo L.Loria n.3 – 00147 Roma - tel. 06 671072517
Mail:
consultaconsultoriroma@hotmail.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Mobile privato: 380 3273546

“E’ povera, le consigliano di abortire” di Alessandra Paolini, i chiarimenti chiesti dalla Consulta dei Consultori di Roma